Shakespeare. ” Morire, dormire, forse sognare…”

Pier Paolo Pasolini, nei suoi dormiveglia aveva delle illuminazioni e, una volta sveglio, sentiva l’esigenza di scrivere dei versi  o qualche pagina di straordinaria prosa, le sue allucinazioni ipnagogiche erano praticamente uno stimolo alla sua creatività. Ma lui era Pasolini, non certo  Mister  pizza & fichi.

Cosè-il-sogno4

Ai più, invece,  la fase di dormiveglia incute timore e talvolta terrore poiché , lamentano che i sensi  vengono  rapiti da qualche incubo o addirittura piombano  in una sensazione di paralisi motoria , la famosa sensazione di non potersi muovere. Delle volte , oltre alla paralisi, nello svegliarsi, qualcuno, avverte  una presenza maligna nella stanza che emette suoni o gemiti , tanto che la sensazione di  intrappolamento nel corpo genera  angoscia e cupa disperazione. C’è una discreta percentuale che dichiara di vivere il dormiveglia  in maniera fluttuante, ovattata  tanto da vedersi fuori dal corpo e, chi, invece, sente  un demone malefico che si accovaccia sopra il petto  e tenta di soffocarlo, di rubargli il respiro. C’è chi giustifica il tutto con i viaggi astrali o con lo sdoppiamento di anima e corpo, qualcun altro scomoda il paranormale o gli alieni ma , in realtà, il tutto risiede nella lotta eterna  tra  la coscienza ed il cervello che nella  fase di transizione, fra lo stato di veglia e quello di addormentamento, si  combattono  senza esclusioni di colpi. Capita anche a me di avere  pensieri del tutto involontari ed incontrollati mentre sono assolutamente conscio di essere a letto a dormire o mi sto accingendo a farlo. Ma, ad essere sincero, la fase del dormiveglia è la mia preferita poiché per qualche verso riesco ad orientarla, governarla tra centinaia di immagini o pensieri involontari, mentre, il sonno potente, mi rapisce impedendomi di ricordare la benché minima traccia di un sogno.

interpretazione-sogni-significato

Comunque , scienziati e studiosi sono tutti concordi che il pensiero del dormiveglia è poco conosciuto e difficilmente catalogabile. Già, è impossibile sondare o cogliere l’essenza della fase allucinativa, impossibile tracciare il gioco del nostro pensare quando esso è libero dalle idee diurne, dirette verso cose concrete e magari ripetitive. Il pensiero del giorno è una successione di idee organizzate e finalizzate al lavoro, rispetto degli orari, adempimenti familiari e tutto ciò che caratterizza ogni comune mortale, ad esclusione dei ricchi e degli  straricchi. Concatenazioni logiche, giudizi e asserzioni vanno a configurare la nostra vita all’interno di un percorso tradizionale e conosciuto , mentre nel dormiveglia accade che da questi pensieri sedimentati, dal cosiddetto “ grappolo ideario”,  partono delle idee libere, pure, anche bizzarre , insomma si materializza  una scia di pensieri senza condizionamenti. Ed è così che nei miei dormiveglia sono accadute cose straordinarie che hanno allietato la morsa del rimpianto o che hanno completato azioni o progetti che nella vita da “sveglio” non avrei  mai più potuto realizzare.

fuggire

Così è successo  che  una domenica mattina presto, con una flebile luce che filtrava da una finestra, ho sognato  mio padre  che mi aiutava a caricare delle canne da pesca  in macchina. Non abbiamo mai pescato insieme anzi , quando tornavo dalle mie battute mi chiedeva se mi fossi annoiato e che gusto provassi a stare ore immobile a guadare un galleggiante o ad ascoltare un campanellino.  Quella domenica mattina, il viaggio in macchina ,caffè  e cornetto  e lui che mi raccontava aneddoti sulla mia infanzia, c’era un clima sereno e di complicità  che non annovero tra i  ricordi degli oltre 34 anni della  mia esistenza passata con lui. Il lago era verdissimo, il sole era alto ed eravamo  soli, mi raccontava cose che non conoscevo e mi chiedeva se era successo qualcosa di particolare durante la sua assenza. Era in buona salute e non smetteva di parlare, mentre, io, non riuscivo ad inserirmi  nel suo argomentare, ricordava  il  servizio militare prestato a Verona e di come avesse fatto amicizia con i commilitoni poi passò a raccontarmi dell’islam e della sua permanenza in Arabia Saudita. Non riuscivo ad interromperlo ed ebbi l’impressione che non fosse mio padre poiché avevo un ricordo di lui meno chiassoso, anzi, a dire il vero, in vita, era un “orso” taciturno e solitario.D’improvviso, il galleggiante partì fischiando, cercai di tenere botta ma, il filo si spezzò.Il sughero colorato di rosso prese la direzione di un canneto sulla destra, mio padre si affrettò ad incamminarsi per recuperarlo, affermando che riusciva a vederlo ancora, mentre io, non vedevo altro che calma piatta , dopo un guizzo e una lunga scia si erano inabissati  pesce , filo e galleggiante. Di getto gli dissi “ ti voglio bene”, con la sensazione che non l’avrei più rivisto, lui mi guardò un po’ sgomento e, in controluce, rispose “lo so”. Sparì dietro al canneto. Rimasi sulla sponda del lago fino all’imbrunire, lui ,come previsto, non tornò. Ecco, non avrei avuto alcuna possibilità  se dalla mia coscienza non si fosse staccato  il segmento del rimpianto, non avrei potuto più dirgli quanto gli volessi bene se la luce della finestra non mi avesse ricordato il bagliore del lago e il sogno non mi avesse portato  lì.L’alchimia tra l’elettromagnetismo, coscienza, rimpianto, sogno e colori mi hanno condotto non in un area di  estrema labilità che non lascia traccia di memoria ma in un luminoso lago con una sequenza nitida , palpabile quasi vera. Non importa che mio padre non avesse i baffi e che chiacchierasse troppo o che portasse un orologio troppo moderno , a me importa la chance, la possibilità unica che mi è stata concessa in quel  momento onirico, dopo  tanti anni. Erano uno spazio ed un tempo  definiti, che ruotavano  attorno ad un dormiveglia,  era un ‘allucinazione in uno  dei luoghi miei preferiti, con un carico di sentimenti aggrovigliati, anche dolorosi ma niente di sfuggente o scomparente in un attimo. Come in un film, ho vissuto una giornata intera e, baciato da un raggio di sole , ho “vissuto “ qualche ora con il mio vecchio, salutandolo come avrei sempre voluto fare ma, che, come autentico stronzo, non ho fatto.

addio

Il mio risveglio, insomma  portava con se’ il ricordo di un sogno lucido e  l ‘indolenzimento di un braccio, ma anche la sensazione  che è possibile fondere il  proprio mondo interiore con la creatività dell’ inconscio per generare , caparbiamente  o in maniera involontaria ;sogni, amori o mostri. Sono ritornato al lago, per diverse  volte fino a che non ho trovato una giornata di sole intenso  e, dalla stessa sponda ho osservato il canneto in lontananza con la consapevolezza che avevo salutato per sempre mio padre e che quel lago, per me, non sarebbe stato più lo stesso.

Non sono andato più a pescare e, mi sento ancora stronzo.

Annunci

5 risposte a "Shakespeare. ” Morire, dormire, forse sognare…”"

  1. non sono allucinazioni, perlomeno non più di quanto lo sia la realtà che percepiamo. E ci sono anche sconvolgenti riscontri fisiologici, molto poco divulgati, a sostegno. Forse ne parlerò sul mio blog, visto che mi hai dato l’imbeccata. Perciò ti dico, hai DAVVERO detto a tuo padre di volergli bene, e fai male a dubitarne continuando a coltivare il senso di colpa. Scusa se mi sono permesso.
    Shakespeare diceva anche:
    “Siamo fatti della stessa sostanza dei sogni” e
    “Ci sono più cose in cielo e in terra di quante i filosofi potranno mai immaginare”
    Intuito e ispirazione non sono facoltà razionali, ma di una mente “altra” dai neuroni
    La mia pesca preferita era il legering 🙂

    Mi piace

  2. “Siamo fatti della stessa sostanza dei sogni” ….già. :-))
    Non devi “scusarti perché ti sei permesso” poiché per me è stata una pacca sulla spalla,
    un sorriso che mi ha alleggerito.
    Adoravo la pesca a fondo per le carpe ma poi ho smesso, trovavo la sfida “impari”.
    A presto.

    Piace a 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...