L’HOMO LECCACULUS

Quando il cacciatore della preistoria scoprì che con una clava poteva difendersi o procurarsi del cibo più facilmente,l’uomo che gli era accanto, invece di fare altrettanto, preferì adularlo, ossequiarlo con suoni gutturali.
Nei giorni successivi,l’adulatore non provò mai a cacciare ma continuò a esaltare le virtù e l’ingegno del primo,con il risultato che costui , gratificato dagli elogi, cominciò a regalargli una parte del cibo procurato. Nasce così il primo spregiudicato lecchinaggio della storia dell’uomo.
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Tracce concrete, poi, di questa pratica si riscontrano nella gloriosa civiltà greca, dove sui vasi di terracotta impazzava una figura mitologica,un essere umano senza braccia e con due lingue: simbologia fin troppo chiara; senza bisogno, quindi, di essere esplicitata.Vai.
La Roma di Nerone,conobbe oltre le gesta crudeli del personaggio anche la sua passione per la musica e il canto, tanto che, stonatissimo, l’imperatore amava esibirsi nei teatri pubblici. Considerandosi un grande artista ,Nerone ,non ammetteva che qualcuno potesse criticarlo anzi, si circondava di adulatori- sirena , che per accaparrarsi i suoi favori , lo lodavano senza alcuna vergogna. Solo Seneca , suo precettore, non avendo il coraggio di dirgli che era una pippa come cantante, gli suggerì di evitare le esibizioni in teatro poiché , essa rappresentava una pratica poco indicata per la statura di un imperatore. Nerone, il più pazzo della storia di Roma, capito il senso, dapprima lo licenziò e poi, per sfizio, lo fece uccidere.
Nulla cambiò,poi, nella Roma Repubblicana , nonostante Tacito disse che “i nostri nemici peggiori sono quelli che ci adulano”, senatori e varia borghesia, continuarono, infatti, a circondarsi di una volgare corte foraggiata a sesterzi e bistecche di toro che, aveva il preciso compito di elogiare e ingrandire il loro nome e fama.
lecca
Con il Cristianesimo, Satana viene considerato il più grande adulatore dell’umanità, mentre, si può affermare che Gesù è stato il primo vero fustigatore dei discepoli adulanti e lecchini, a tal proposito esistono testimonianze in cui si narra che Cristo Redentore li abbia spesso presi a pesci e pizze in faccia fino “ripulirli” degli inutili orpelli e a forgiarne il carattere.
Arriviamo all’anno 1000, in cui la pratica del lecchinaggio aveva un duplice scopo, da un lato, per evitare la condanna al fuoco eterno della chiesa , si adulava la gerarchia ecclesiastica , dall’altro , un ricettacolo di ruffiani, leccaculo, puttane e tenutari, oltre che a dispensare complimenti e sorrisi , spesso, facevano intermediazione affinché qualche prostituta,(nei bagni pubblici e nei postriboli) concedesse le proprie grazie al potente signorotto di turno. Gli “slinguatori”, così , si garantivano il paradiso e la vita terrena in un solo colpo. Che gran culo che avevano nell’anno 1000.
Il sommo Dante che della vita aveva capito tutto, non ebbe indugi e, nel canto diciottesimo dell’Inferno , nella prima e nella seconda bolgia dell’ottavo cerchio, colloca i ruffiani , seduttori e gli adulatori, siamo, precisamente, nel 1300.La Bolgia dove alloggiano i leccaculo è oscura e profonda ed è piena di merda. ( mai location è stata più calzante)Qui i dannati, si lamentano, sbuffano e soffiano con le narici, mentre, si picchiano con le proprie mani.Dante ne scorge uno sommerso di cacca fino ai capelli, riconoscendolo in un lucchese, tale Alessio Terminelli che in vita, aveva capelli asciutti, belli e fluenti come le parole che proferiva per fare il leccaculo. Il dannato Terminelli, che non smetteva di prendersi a schiaffi, confessò al poeta di scontare la pena delle adulazioni fatte di cui la sua lingua non fu mai abbastanza sazia.Ecco, dunque, che affiora la prima vera connessione tra culo, merda e l’azione di leccare, quindi, con ogni probabilità, si può affermare che il termine “leccaculo”, trova la propria origine nell’opera del Sommo Poeta.
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Qualche annetto dopo, In pieno Rinascimento,stessa solfa, la corte s’ ammassava attorno al Signore con la molestia e il fastidio delle mosche e, bastava che costui sparasse una cazzatella qualsiasi, che schiere di eccitati cortigiani si lanciavano in lusinghe e compiacimenti affinché potessero mangiare a fianco del potente o, in subordine, mangiare ciò che avanzava dai loro sontuosi pasti.Che tristezza.
Nei secoli successivi, nulla cambio’ anzi, la rivoluzione industriale e le grandi guerre, perfezionarono l’arte del “lecchinaggio” tanto da dare vita ad una variante ancora peggiore:il “lecchino imboscato”, un lercio codardo che per non scendere nelle miniere o per non raggiungere il fonte era capacissimo di confermare asini in volo o di trovare carini i figli-mostri dei loro capi. Ne deriva che i sopravvissuti di tutte le guerre non sono stati quelli che hanno affrontato i nemici ed hanno venduto cara la pelle ma quelli imboscatisi in ufficio a sbavare dietro a qualche sottana.
Questo veloce excursus, dimostra che ovunque esista una gerarchia, parte di umanità,cerca l’arrampicata con la lingua o con strategie adulatorie.L’evoluzione,come descritto,ha favorito soprattutto i servili e coloro che sgomitano a danno dei giusti, ma , è nulla in confronto al “leccaculo” contemporaneo, una micidiale macchina da guerra, evoluta ed instancabile, che è capace di lasciare anche un chilometro di scia salivare.
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Per esigenze di spazio, dedicherò un post apposito sul “leccaculo contemporaneo” ma vi lascio una telegrafica anticipazione attraverso una frase del grande Flaiano ““A furia di leccare, qualcosa sulla lingua rimane sempre”. Già!
Alla prossima, slurp!

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