La leggenda di Tony Vilar

Antonio Ragusa, un attempato signore quasi ottantenne,oggi nel Bronx,esercita con discreto successo il mestiere di venditore di automobili e,manca dall’Italia da 54 anni.
A dire il vero,i suoi cari sono da molti decenni negli stati uniti e, nel suo paesello d’origine,in Calabria,sono rimasti solo dei lontani parenti.
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Anche lui,negli anni 60, è stato come milioni di altri italiani, attratto del “sogno americano” e, come molti, vi ha messo radici,tenendosi l’Italia nel cuore.
Nessuno nel Bronx, conosce il passato di Antonio Ragusa,tranne la sua devota moglie, che, ancora innamorata,vive e passeggia spesso con lui per le strade di New York.
Antonio Ragusa,al lavoro e nel tempo libero, indossa quasi sempre stivaletti bianchi, camicie dai colori improponibili e l’immancabile occhiale da sole all’ultima moda.
Intanto,nel 1950 a Buenos Aires,un talent scout del posto,scova un giovanotto belloccio in un locale: bella voce, discreto fascino e un repertorio romantico all’italiana.
In breve, la carriera del giovanotto esplode e Tony Pilar, diventa un idolo sia in Argentina che in tutta l’america del sud.
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La canzone di Mina, “tintarella di luna”,cantata da Pilar in spagnolo,diventa una Hit ma con “cuando calienta il sol”, il successo è senza precedenti tanto che le
porte della notorietà gli si aprirono in maniera definitiva.
Tony Pilar,appena ventiquattrenne,è travolto dalla fama, impegni, soldi, donne e un futuro assicurato con le incisioni, spettacoli e altro.
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Nel 1965, però, all’apice del successo,accadde che Tony Pilar, improvvisamente, scomparve, tanto che da allora nessuno lo hai mai più visto calcare un palcoscenico.
Successe che lo stress, gli impegni e i ritmi serratissimi a cui si sottopose Tony Pilar per 4 o cinque anni, minarono la sua folta capigliatura e cominciò così un’inarrestabile caduta dei capelli.
Per qualche mese indossò una parrucca ma sfortuna volle che,alla fine di un concerto a Buenos Aires, si fece sotto un agguerrito manipolo di ragazze che gli si buttarono addosso,
c’era chi lo toccava, chi lo strattonava, chi gli tirava la camicia,una mano più audace, però, puntò alla testa nel tentativo di portagli via qualche capello per
ricordo ma si portò via l’intera parrucca.
Quel giorno, a seguito della scacco più bruciante della sua esistenza,per Tony Pilar,è stato come morire.
Rifiuto del pubblico, 15 anni di depressione e,un trauma insuperabile.
Una vita quasi persa, una carriera straordinaria, buttata, per una parrucca volata via.
Fu così che Tony Pilar sparì, riapparve, qualche anno dopo, in America a vendere Buick,Cadillac,Dodge e Lincoln e per più di cinquanta anni nessuno mai ha sospettato che quell’uomo pelato era stato
un’autentica star,che,poi,si eclissò improvvisamente tanto che oggi, in Argentina,non hanno ancora scoperto la vera ragione della sua sparizione.
Qualche anno fa è uscito un film-verità che ha cercato di fare luce sul mistero, intitolato, “la vera leggenda di Tony Vilar”, in cui Antonio Ragusa, per la prima e unica volta,si racconta in maniera
pacata e nostalgica, ricordando la gioia ed il dolore della sua esistenza e la sua ferma volontà di essere inghiottito dall’oblio.
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“Mi chiusi in casa, da solo, nessuno sapeva dove stavo, ero così depresso che non avrei mai pensato di poter vivere fino a questa età, mi sentivo troppo male e sono stato male per tanti anni»
Aggiunge la moglie “ Cantare è la sua vita,lui canta sempre, canta la mattina quando si sveglia fino a sera”. Antonio Ragusa Vilar canta per sé stesso, nel suo ufficio, mentre si rade e quando attraversa le strade di New York.
Per la presentazione del film è tornato in Italia,sorpreso e anche un po felice che qualcuno lo abbia rintracciato e raccontato il suo travaglio;qualche ora di notorietà, abbracci,tre comparsate e niente più ma, agli addetti ai lavori non è sfuggito che,Antonio Ragusa non ha mai fatto pace con Tony Vilar che somigliava tanto a Paul Anka,anzi,semmai ci sarà pace,sarà solo nel giorno del giudizio.

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