Come rieducare un politico di professione e ricondurlo ad una vita normale.

Prendere un politico a tarda sera e condurlo verso il suo armadio, accertarsi che appenda il suo completo Canali, quindi, far sparire la sua camicia su misura e sbarazzarsi delle scarpe Campanile in coccodrillo.
La cravatta Marinella o Hermes potete lasciargliela come ricordo.
Poi, piazzare un maxi lucchetto a combinazione a scarpiera ed armadio.
Ritirare le sue carte di credito e sfilargli il Rolex, quindi , ricordarsi ,  l’indomani ,di  bloccare i suoi conti e sostituire i tre palmari  che ha in dotazione con un onesto Nokia con scheda ricaricabile a sue spese.
Prima che lui dorma, sincronizzate la sveglia alle 5.30 e mettete accanto al suo letto : un jeans cinese che pizzica sulla pelle, una felpa, giubba e scomode snickers.
L’indomani, recatevi in stazione con una  panda  con annesso spiffero dal  finestrino che dopo  2  Km di strada potrebbe mettervi a rischio di paresi facciale e fare, i consueti, tre giri di piazzale per  trovare il  parcheggio.
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Fila per il caffè, fila per prendere posto sul treno, non ci sono posti ,quindi , accovacciarsi  sui gradini della carrozza. Un ‘ora e mezza di viaggio, verso le ultime fermate, prima dell’arrivo a Roma quando i vagoni straripano, far posizionare il politico verso gli effluvi dell’umanità presente ed assicurarsi che gli arrivi il puzzo di sudore, qualche folata di alitosi o, peggio ancora, gli effetti di un micidiale peto.
Arrivati a Termini, correre alla fermata del 170, lottare per un posto e, nel caso di sconfitta, abbandonarsi tra la braccia di una folla che ti palpa, ti spinge, ti struscia, ti monta e ti smonta. Poi, catapultato fuori con la circolare quasi in corsa, fargli osservare 8 ore di lavoro di fila, con la sola  pausa pranzo; panino e caffè.
Al ritorno, sottoporre il politico allo  stesso  rito dell’andata  con la differenza che il treno partirà in ritardo, non ci sarà riscaldamento e  la panda non ripartirà a causa  della morte precoce della batteria.
Al rientro a casa, oltre che ad una moglie incazzata e tre  figli noiosissimi, recapitare nelle mani dell’onorevole   le bollette di: acqua , luce, gas, telefono ,  nettezza urbana, la rata del  mutuo di casa , quello della tv nuova ed infine la richiesta della scuola di euro 70 per gita scolastica.
Cena: piatto di pasta, piselli freddi e una fetta di petto di pollo e , gran finale, un goccetto di limoncello fatto dalla suocera.
Prima che lo “splendido” si addormenti , accertarsi che abbia un attacco di ansia e di preoccupazione per come arrivare alla fine del mese , poiché, contrattualmente, gli è stato accordato uno stipendio netto in busta paga di euro  1.217 che gli consentirà di arrivare solo fino al 15 del mese, con qualche stento.
Ecco che dopo 10 anni di questa esistenza, alla società verrà riconsegnato, un onesto lavoratore che con senso quasi civico, raccoglierà la cacca del suo cane, si farà fare tutti gli scontrini fiscali e pagherà il suo dentista in nero per avere lo sconto.
Le sue domeniche saranno fatte di chiacchiere al bar del centro, partite di calcio in tv e dopo il pranzo sarà assalito da una cupa depressione al solo pensiero di ricominciare la settimana lavorativa.Prenderà il panettone a Natale, l’uovo a Pasqua, gli faranno in media 3 multe all’anno che dovrà pagare e, finalmente, verserà con fastidio ma, regolarmente, le sue tasse come altri milioni di cittadini.
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L’uso della corsia di sorpasso, del lampeggiante, della scorta, le spigole al buffet della Camera, i doni degli imprenditori e magari qualche mazzetta, i rossi ignorati, i pied-a -terre, l’aula, le raccomandazioni richieste ed esaudite, i segretari e i portaborse, le addette stampa bellissime,le società controllate dai suoi familiari, pranzi e cene a scrocco, vini pregiati, voli, missioni, talk show, stipendio e rimborsi a colpi di decine di migliaia di euro, hotel luxury o a stelle infinite ….saranno dei vaghi ricordi.
Certo, per qualche anno ancora popoleranno i suoi sogni ma, ci sarà sempre, come condanna, la baritonale voce del controllore del treno che lo sveglierà dicendo “ Mi scusi Signore, salve, mi mostra il biglietto, per favore”.
 
 

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