La storia di Lampo

Vi racconto una storia vera.
Questa è la storia di un cane randagio che per molti anni fu il migliore amico del ferroviere Elvio Barlettani e di sua figlia Mirna. Lampo (chiamato così dal ferroviere perché comparve all’improvviso) scese un giorno da un treno merci alla stazione di Campiglia Marittima (Maremma) e lì decise di stabilire la sua residenza. Lampo, bastardo, dormiva nella stazione, ma al mattino saltava sul treno locale per Piombino per accompagnare Mirna Barlettani a scuola e riprendere, subito dopo, il treno per Campiglia. Nel pomeriggio ritornava in treno a Piombino per riaccompagnare Mirna a casa da scuola. Solo a sera tornava a Campiglia dal suo amico Elvio.
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Conosceva l'orario dei treni, le coincidenze, le fermate, distingueva tra i vari tipi di convogli e quando saliva su un treno non si allontanava mai troppo da Campiglia dove aveva il rigoroso compito di accompagnare a scuola la piccola Mirna.
Un giorno il cane rimase intrappolato in una porta ed il treno in partenza dovette essere fermato per liberarlo. Questo evento fu osservato da un ispettore e fu quindi ordinato che il cane sparisse: fu deciso di caricarlo su un treno per il lontano sud, con le istruzioni di abbandonarlo in aperta campagna, lontano da ogni stazione. Dopo cinque mesi, malato e ferito, Lampo tornò. Divenne famoso e finì sui giornali nazionali ed esteri. Fu anche filmato da diverse troupe televisive straniere.
Il passeggero di un treno, che dichiarò di riconoscere il cane, sosteneva che Lampo era stato abbandonato accidentalmente a terra nel porto di Livorno da una nave americana. Sembra che il cane fosse veramente affascinato dal mare quasi quanto il bene che voleva a Mirna ed Elvio.
Ma il destino riservava un altro dolore per Lampo, il peggiore, infatti, ormai vecchio, fu ucciso da un treno nel 1961, mentre si recava all’appuntamento giornaliero con il suo amico ferroviere.
Oggi, una statua in suo onore è stata eretta nella stazione di Campiglia Marittima e Lampo osserva tutti i treni passare, tutti.
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Di certo, ciò che uccise Lampo fu la sua tanta voglia di viaggiare, di scoprire il mondo di quegli uomini che tanto amava e nel quale si era talmente immedesimato da dimenticare le sue origini di modesto bastardo senza casa.
Forse non lo saprai mai lampo ma, quel tuo andirivieni ha, oggi, il senso di non lasciarci ipnotizzare dalle regole e dalle leggi che ci sono imposte dal sistema e, rimarrai con la tua storia, un vero esempio di libertà, fedeltà e perdono.
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Ciao Lampo, se potessi ti abbraccerei.

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